domenica 29 maggio 2016

domenica 8 maggio 2016

Le video interviste alle attrici di "La vita non è un film di Doris Day"

Le attrici  PAOLA GASSMAN, MIRELLA MAZZERANGHI,  PAOLA ROMAN presentano i loro personaggi di  LA VITA NON È UN FILM DI DORIS DAY di Mino Bellei in scena al Teatro San Babila fino al 15 maggio 2016


 

Guardate i video:

Paola Gassman:

Amalia, il mio personaggio controcorrente

Mirella Mazzeranghi:

La mia Angiolina

Paola Roman:

Amalia, eccentrica attrice

venerdì 6 maggio 2016

Mirella Mazzeranghi, insieme a Paola Gassman e Paola Roman, da stasera al San Babila



Da stasera al Teatro San Babila “La vita non è un film di Doris Day” di Mino Bellei, con la regia di Claudio Bellanti con Paola Gassman, Mirella Mazzeranghi e Paola Roman.




martedì 3 maggio 2016

Paola Gassman, la signora della scena, al San Babila dal 6 al 15 maggio 2016


 
 
 
 

Paola Gassman, figlia di Vittorio Gassman e di Nora Ricci, è una habitué del Teatro San Babila, in cui è di casa, sia in passato con il marito Ugo Pagliai, sia ora con le attrici Mirella Mazzeranghi e Paola Roman in una commedia amara scritta da Mino Bellei, La vita non è un film di Doris Day, infatti afferma: «sono molto legata al San Babila, ci sono stata molto volte, per me Milano è rappresentata dal San Babila, un teatro centrale come posizione e ricco di umanità in cui incontri un pubblico affezionato, con una programmazione  giusta  e consapevole, fatto non comune oggi.»

In La vita non è un film di Doris Day si racconta di tre donne sole che si incontrano sempre a Natale, raccontandosi le loro solitudini e dimostrando come la vita quotidiana della maggior parte delle persone non sia come quella raccontata nelle commedie americane interpretate dall’attrice Doris Day. «Il tema della vecchiaia –dice la Gassman -  è trattato in chiave comica, si assiste allo scontro fra tre personalità forti, che, durante il consueto ritrovo natalizio, rivelano tante verità della loro vita nascoste prima. Il mio personaggio  irriverente, una zitella ricca, ma molto egoista, afferma “io dico sempre la verità” ma che è sgradevole per gli altri. Le tre amiche hanno bisogno l’una dell’altra, poiché ognuna porta il peso della propria solitudine familiare, una ha un figlio che non la chiama mai, l’altra ha una mamma molto anziana a carico, quindi, pur litigando, non possono fare a meno l’una dell’altra poiché stare insieme è il loro momento di svago. È una vera commedia in cui si ride molto, ma anche con amarezza, così è una risata utile poiché denuncia le
problematiche delle donne anziane sole che hanno bisogno di ritrovarsi. Noi attrici viviamo questa situazione in scena sentendola nostra, dato che la nostra età è vicina a quella dei nostri personaggi. Noi crediamo molto in questo testo, infatti siamo anche diventate produttrici dello spettacolo.»



 
Nella sua lunga carriera di attrice teatrale Paola Gassman ha lavorato con grandi registi  come Luca Ronconi, prendendo parte alla storica messa in scena di Orlando furioso,  Massimo Castri, Luigi Squarzina, ha costituito poi compagnia con suo marito Ugo Pagliai e ora sottolinea come fare teatro oggi sia differente dal passato:  «sia i Teatri Stabili, ora Teatri Nazionali, sia le compagnie private non organizzano più lunghe tournée. Io ed Ugo siamo sempre stati scelti da registi e produttori per uno spettacolo che faceva tutta la stagione teatrale, ora invece bisogna organizzarsi tenendo nel cassetto diversi spettacoli pronti e proporli; per noi, che eravamo abituati ad essere guidati o dal regista o dal produttore, è una nuova avventura, anche divertente, poiché ci si cimenta anche nell’aspetto organizzativo, è dunque un nuovo modo di lavorare. Per esempio, oltre a “La vita non è un film di Doris Day”, lavoro con Pietro Longhi in “Maigret al Liberty Bar” con la regia di Silvio Giordani, in “Il balcone di Golda” di William Gibson su Golda Meir con le musiche di Luis Bacalov, prenderò parte alla rassegna “Una stanza tutta per lei” al Teatro Due di Roma, così compongo un anno lavorativo. Ora mi piace cambiare, mi piace l’idea di scegliere e di proporre, è una nuova modalità, ora anche i giovani se vogliono lavorare devono darsi da fare in prima persona, poi chissà   speriamo si ritoni a  un periodo più calmo e più redditizio.»


Nel 2007 Paola Gassman ha scritto il libro Una grande famiglia dietro le spalle (Marsilio editore), in cui racconta la sua famiglia d’arte, risalendo indietro nel tempo e rievocando le affascinanti storie delle compagnie teatrali: infatti parla oltre che di suo padre Vittorio, anche di sua madre, Nora Ricci, figlia di Renzo Ricci, sposato con l’attrice Margherita Bagni, nata in una famiglia di artisti, e che aveva lavorato con Ermete Zacconi. Infatti Paola Gassman afferma: «volevo scrivere della mia famiglia, di mio padre, che tutti conoscono grazie anche al cinema, ma anche dei grandi attori che sono stati mia mamma, i miei nonni, i miei bisnonni, che hanno lavorato solo in teatro. Volevo farli conoscere al grande pubblico ed è stato proprio mio papà quando ha scritto la sua autobiografia a dirmi “a te il compito di raccontare quella parte di famiglia che io non ho potuto raccontare.” Così io ho fatto un bellissimo viaggio, un amarcord che mi ha permesso di capire quello che sono io oggi e di scoprire che ho avuto una famiglia strana, ma straordinaria.»  Ar. C.

domenica 24 aprile 2016

venerdì 22 aprile 2016

Da stasera al San Babila: Francesco Branchetti dirige Medea con Barbara De Rossi

Dirigere Medea oggi:
il regista e attore Francesco Branchetti
spiega l’attualità dei classici





Francesco Branchetti, attore e regista, porta in scena, al Teatro San Babila di Milano, dal 22 aprile al 1 maggio, la drammatica storia di Medea nella versione di Jean Anouilh, uno dei più grandi autori del teatro francese del Novecento, nella traduzione di Giulio Cesare Castello.




Branchetti racconta: «da tempo avevo il sogno e il progetto di portare in scena Medea, poiché secondo me è un’occasione per proporre al pubblico contemporaneo l’indagine psicologica di Anouilh dei personaggi che dal mito classico di Euripide arrivano fino a noi. Quando abbiamo debuttato nella splendida cornice del Teatro Romano di Ostia antica abbiamo percepito l’emozione che il dramma di Medea - tradita da Giasone e matricida dei propri figli per punirlo – suscita negli spettatori. Il mito di Medea è intramontabile, oltre ad Euripide ed Anouilh, ne hanno parlato scrittori e poeti di ogni epoca, così sognavo di portarlo in scena da tempo. Quando Barbara De Rossi ha aderito al mio progetto, ho potuto realizzare il mio desiderio, dato che la Medea di Anouilh aveva avuto un unico allestimento di rilievo nel 1966 con la regia di Giancarlo Menotti e con protagonista Anna Magnani. Barbara De Rossi, che è tornata in teatro proprio per questo spettacolo, è l’interprete giusta sia dal punto di vista tecnico sia per il pathos che suscita, infatti è una attrice di grande generosità che lavora con irripetibile dedizione e impegno.»
La vicenda di Medea, che uccide i suoi figli per vendicarsi di Giasone (interpretato dallo stesso Branchetti), che sta per sposare la giovane Glauce, è ancora oggi tragicamente attuale nelle tante storie di matricidi: «il pubblico infatti rimane molto colpito – prosegue il regista - da quanto un testo di origine classica proponga una vicenda dei nostri giorni, così che il teatro diviene specchio dei tempi. Le musiche, pensate appositamente per lo spettacolo dal maestro Pino Cangialosi contribuiscono a mantenere la tensione e ad evocare i sentimenti estremi di Medea.» Ar. C.