domenica 22 aprile 2018

Le videointreviste al cast di Non ti vedo da vicino


Dal 20 al 22 aprile 
Alessandra Merico: il mio personaggio
Fabio Avaro: sono un pazzerellone
sono protagonisti di Non ti vedo da vicino di Alessandra Merico, con la regia di Vanessa Gasbarri, una divertente commedia sui rapporti di coppia.

Guardate le video interviste cliccandano sul nome di protagonisti realizzate sul palco del Teatro San Babila 

Vi aspettiamo al San Babila



giovedì 19 aprile 2018

Fabio Avaro e l'incomunicabilità di coppia in "Non ti vedo da vicino"


Dal 20 al 22 aprile Enzo Casertano, Fabio Avaro, Danila Stalteri, Alessandra Merico sono protagonisti di Non ti vedo da vicino di Alessandra Merico, con la regia di Vanessa Gasbarri, una divertente commedia sui rapporti di coppia.

 
Enzo Casertano interpreta Filippo, una persona molto tranquilla, che si ritrova come vicina di casa la timida Aurora, interpretata da Alessandra Merico.  Parallelamente i litigi tra Anna, la giocosa ed irriverente Danila Stalteri, sorella di Aurora e Armando, interpretato da Fabio Avaro, fidato amico e socio d’affari di Filippo. Racconta Fabio Avaro: «l’idea del testo è venuta a Casertano e alla Merico, la storia verte intorno a loro. Nasce dal desiderio di parlare della incomunicabilità di coppia: due persone socializzano nonostante ci sia tra loro un muro che le separa, ma si parlano così tanto che nasce una storia d’amore, anche se non si sono mai visti, diviene così una metafora di quello che succede nella società moderna quando la gente ha rapporti nelle chat e nei social, ma se si incontra di persona neppure si saluta. La particolarità del testo però è che non si parla mai di social network, non c’è nessuno in scena che li utilizza, ma si richiama la situazione perché i due personaggi non si vedono fisicamente ma si innamorano palandosi, come se chattassero senza vedersi appunto. È una grande metafora di come le persone vanno d’accordo se non si vedono e se invece si toccano e si incontrano iniziano i problemi.»«Siamo molto contenti di recitare a Milano – prosegue Avaro – con la compagnia viaggiamo in tutta Italia, ma il pubblico milanese è più attento, ride cogliendo la peculiarità delle situazioni. Inoltre noi romani siamo avvantaggiati, perché la sonorità della nostra lingua spesso fa ridere, così certe volte le battute funzionano meglio a Milano che a Roma!» Ar.C. 


mercoledì 11 aprile 2018

Le videointerviste al cast di Una moglie da rubare

La compagnia di Una moglie da rubare di Iaia Fiastri, con la regia di Diego Ruiz, è in scena al Teatro San Babila, fino al 15 aprile. Stefano Masciarelli, Patrizia Pellegrini e Luigi Tani, sul palcoscenico del teatro, a pochi minuti dal debutto milanese vi raccontano lo spettacolo nelle videointerviste.

 

Stefano Masciarelli vi aspetto in teatro  e vi racconto il mio personaggio

Luigi Tanti ritorno al San Babila dopo 50 anni!

Patrizia Pellegrino il mio personaggio vi sorpenderà

Vi aspettiamo: tutta la compagnia vi invita a teatro



lunedì 9 aprile 2018

Al San Babila arriva Stefano Masciarelli


Il travolgente Stefano Masciarelli è al Teatro San Babila dal 10 al 15 aprile, con Patrizia Pellegrino in Una moglie da rubare di Iaia Fiastri, con la regia di Diego Ruiz.

 

Stefano Masciarelli torna sempre volentieri in teatro, dopo i suoi successi televisivi e nella fiction; «interpreto in Una moglie da rubare - racconta - uno sfigato a cui rapiscono la moglie e così a mia volta decido di rapire Anna, la moglie di un mio facoltoso amico, ma tra i due personaggi accadranno fatti divertenti e inaspettati; nella commedia ci sono anche concetti morali come la Sindrome di Stoccolma verso il proprio carceriere, la stanchezza del matrimonio, tute idee dell'autrice Iaia Fiasti, storia spalla di Garinei & Giovannini. Insieme  a me e a Patrizia Pellegrino recita anche un attore ottantenne straordinario, Luigi Tani che interpreta il magazziniere. Inoltre, il regista Diego Ruiz è strepitoso, ha sempre molte idee, e ogni commedia che dirige diventa vincente. La commedia scorre velocemente, dura un’ora e mezza, ma la gente poi avrebbe ancora voglia di vedere altro. Oggi la commedia ha successo perché in giro si sentono solo stragi, negozi che chiudono, persone senza lavoro, la commedia è ottimale per rilassarsi una sera e trasmettere un messaggio di positività.

 Noto, con dispiacere, che  nella televisione di oggi ci sono molti programmi in cui si litiga, si parla del nulla per giorni, non esiste più il servizio pubblico. Io sono orgoglioso di avere fatto un certo tipo di televisione e spero di farla ancora. Per ora sono felice di essere a Milano, città bellissima, attenta e operosa, rispetto a Roma che è tutta una buca e il rapporto anulare è tutto intasato, è una città meravigliosa per turisti, ma viverci è difficile. Vi aspetto quindi al Teatro San Babila per una serata di divertimento.» Ar.C.


sabato 7 aprile 2018

Patrizia Pellegrino al San Babila


Dal 10 al 15 aprile, al Teatro San Babila, Patrizia Pellegrino e Stefano Masciarelli sono protagonisti di Una moglie da rubare di Iaia Fiastri, con la regia di Diego Ruiz.

Patrizia Pellegrino è in scena a Milano nella divertente commedia di Iaia Fiastri, storica autrice di Garinei & Giovannini: è una bellissima e sofisticata donna che viene rapita da un imbranato sequestratore, nemico del marito, che spera di rifarsi economicamente, chiedendo un riscatto, ma anche psicologicamente compiendo un'impresa eroica.

Racconta la Pellegrino: «sono la moglie di un uomo ricco, ma molto freddo, così quando vengo rapita, mio malgrado, vengo a contatto con un uomo molto diverso, che mi colpisce perché è goffo e gentile, ma appunto, rispetto a mio marito che è molto sicuro di sé, ma disattento alle mie esigenze, il mio rapitore mi sembra uno sfigato, ma mi fa anche tenerezza, così da arrivare poi a un finale a sorpresa. Mi piace interpretare una donna forte, che non ha momenti di cedimento neppure quando scopre che il marito non vuole pagare il riscatto; interpreto una donna semplice di Afragola, che ha tentato la scalata sociale, ma che ha conservato sentimenti positivi.


Adoro recitare in teatro e sono felice di tornare al San Babila, per me è un sogno che si realizza. Infatti ho dovuto rinunciare a esibirmi in lunghe tournée teatrali per molto tempo perché ho tre figli, ma ora che sono grandi posso riprendere a viaggiare. Amo Milano e la mia passione, dopo tanto cinema e televisione, è il teatro, poiché mi sento davvero bene sul palco; vi aspetto per Una moglie da rubare, vi divertirete con me, Stefano Masciarelli e Luigi Tani!» Ar.C.



mercoledì 21 marzo 2018

La videointervista alla compagnia di Minchia signor tenente

Nei camerini del teatro San Babila di Milano, la compagnia di "Minchia Signor tenente" in scena fino a domenica 25 marzo vi presenta lo spettacolo e 

vi aspetta a teatro



La video intervista a Natale Russo




sabato 17 marzo 2018

Nicola Pistoia dirige "Minchia Signor Tenente" di Antonio Grosso,


L’attore e regista Nicola Pistoia dirige Minchia Signor Tenente di Antonio Grosso, anche attore in scena con Gaspare Di Stefano Alessandra Falanga Francesco Nannarelli, Antonello Pascale Francesco Stella Ariele Vincenti e Natale Russo. Dal 20 marzo al San Babila


Il testo scritto da Antonio Grosso, seguendo la suggestione dell’omonima canzone di Giorgio Faletti, dedicata alla scorta di Falcone e Borsellino, è una commedia che racconta di una gruppo di carabinieri in un paese della Sicilia e sono costantemente alla prese con i problemi della gente del luogo. All’arrivo di un nuovo tenente scoprono nuovi equilibri e commentano i drammatici fatti di mafia e le stragi di Capaci e di via D’Amelio nel 1992. 

Nicola Pistoia, che attualmente è in tournée con La cena dei cretini di Francis Veber, insieme a Paolo Triestino, racconta come ha conosciuto Antonio Grosso: «mi parlò di Minchia Signor Tenente, Alessandro Longobardi, il direttore artistico del teatro Brancaccio di Roma, che aveva visto lo spettacolo e mi aveva segnalato l’energia e la voglia di fare di una compagnia di giovani; perciò abbiamo deciso di lavorare con loro e ho diretto un nuovo allestimento che ha poi debuttato a Roma, alla Sala Umberto, dieci anni fa, in occasione dell’anniversario della stage di Capaci. Nella costruzione dello spettacolo ho potuto dare suggerimenti ad Antonio Grosso, autore ed attore, abbiamo lavorato sui personaggi, Antonio è stato malleabile, ha capito subito le mie indicazioni registiche e si è affidato alla mia esperienza; in alcuni passaggi invece è stato irremovibile e così abbiamo trovato insieme un compromesso. Ora lo spettacolo è arrivato al decimo anno di tournée, non potevamo prevederlo, ma è stato invece uno spettacolo molto fortunato ed amato dal pubblico, tanto che diventerà anche un film.


Per me è stata una bella esperienza lavorare con una compagnia di giovani. Consiglio a chi vuole intraprendere questo mestiere di non lasciare mai lo studio o il lavoro e proseguire contemporaneamente l’impegno nel teatro, procurandosi una base solida. Oggi è difficile, purtroppo, io ho una figlia che adora cantare, ma studia anche all’Università, quindi tiene una porta aperta in più per il suo futuro. Quando ho iniziato a lavorare in teatro, il mestiere si imparava facendolo: si iniziava con una piccola battuta, poi se avevi talento il regista ti assegnava uno spettacolo più impegnativo, mentre adesso non accade e per i giovani è davvero difficile iniziare e potersi esprimere. Tuttavia, non si devono scoraggiare, ci vuole impegno, costanza, oggi esistono, purtroppo, scuole approssimative e mediocri che li illudono, e questo non fa bene al teatro. Inoltre, il teatro richiede sacrificio perché è un lavoro in cui non ci si arricchisce, quindi bisogna pensare anche alla possibilità di mantenersi, durante gli anni della gavetta, facendo un altro lavoro. In alcuni casi però i sacrifici vengono premiati e una giovane compagnia, come quella di Minchia Signor Tenete, può avere grandi soddisfazioni e vedere premiato il proprio impegno.» Ar.C.