venerdì 9 dicembre 2016

Marco Vaccari presenta Doppia coppia nelle videointerviste

Le video interviste a Marco Vaccari, regista ed interprete di Doppia coppia, in scena dal 13 al 18 dicembre e il 31 dicembre con due spettacoli.

Guardate le video interviste, cliccando sul titolo in azzurro.

Alla fine delle prove Vaccari racconta:

Il mio doppio ruolo in Doppia Coppia

La scelta di Doppia Coppia

mercoledì 7 dicembre 2016

Dal teatro di ricerca al Teatro San Babila con la mia bimba in camerino!


 

In Doppia Coppia di Derek Benfield, con la regia di Marco Vaccari, Maddalena Rizzi è Helen, moglie fedifraga che ha pianificato un fine settimana con il suo amante Geoff (Gianni Lamanna) e che, per una serie di divertenti equivoci, troverà nello stesso albergo il marito e la moglie del suo amante, tra i tentativi di Ferris (Marco Vaccari) di risolvere l’intricata questione.

 

 


Doppia coppia sarà in scena al San Babila dal 13 al 18 dicembre e il 31 dicembre con un doppio appuntamento alle ore 18 e alle ore 22.
Maddalena Rizzi è molto contenta di esibirsi al San Babila, infatti racconta: «dopo anni in cui ho lavorato a Roma, sono onorata  di tornare a Milano, la mia città, e, in particolare di esibirmi al Teatro San Babila, al quale con i miei genitori e i miei nonni eravamo abbonati e lo consideravamo il salotto di Milano.   Quindi per me debuttare in Doppia coppia qui è un ritorno in bello stile nella mia città. Inoltre sono stata scelta tramite un provino, e ne sono molto soddisfatta poiché oggi in teatro è raro fare provini per selezionare gli attori di una compagnia, come ha fatto invece Marco Vaccari e questo gli rende merito. »


Maddalena interpreta Helen, uno dei due personaggi femminili della commedia e afferma: «il testo ha un intento di satira sociale in cui le donne sembrano incarnare gli stereotipi: una è una vamp mentre il mio personaggio è goffo,  va in giro con i cioccolatini, ma poi la situazione finisce con un ribaltamento delle parti e le due donne ne escono impunite, nonostante  lo scambio tra marito e fidanzato, sono le donne a essere vincenti.»

Oggi Maddalena è mamma di una bambina e racconta come per una donna non sia facile conciliare lavoro e famiglia: «a volte temo di non farcela, vivi sempre in giro e mia figlia naturalmente viene con me, così ogni giorno mi alzo all’alba e quando vado in scena sono già stanca, ma poi salgo in palcoscenico e  mi ricarico!»  


La passione per il teatro per Maddalena è iniziata da un incontro casuale come racconta: «abitavo in via Abbiategrasso e al Teatro Ringhiera, oggi gestito da Serena Sinigaglia, c’era la scuola degli ex allievi della Paolo Grassi e il direttone del teatro mi ha fermato e mi ha chiesto se volevo fare teatro, mentre io volevo fare la storica dell’arte. Poi invece ho scelto di frequentare la Paolo Grassi, mi sono anche laureata in Sociologia con una tesi dedicata al teatro di ricerca in particolare sulla manifestazione "Teatri 90" organizzata da Antonio Calbi, e poi mi sono trasferita a Roma; ora tornare a Milano è tornare alle mie origini.» Ar.C.

martedì 6 dicembre 2016

In Doppia Coppia Emanuela Rimoldi rivela per la prima volta la sua vena comica

 

foto di Marcello Norberth

A Milano in Doppia coppia di Derek Benfield con la COMPAGNIA TEATRO SAN BABILA, per la regia Marco Vaccari, Emanuela Rimoldi è una brillante Sally dal 13 al 18 dicembre e il 31 dicembre con un doppio appuntamento alle ore 18 e alle ore 22.




Emanuela Rimoldi interpreta Sally, amante di Roger (Roberto Vandelli) che si reca in un hotel, in cui Ferris (Marco Vaccari) lavora sostituendo temporaneamente la sorella. Proprio nello stesso hotel arrivano inaspettatamente  i rispettivi coniugi della coppia clandestina, Helen (Maddalena Rizzi) e Geoff (Gianni Lamanna), anche loro fuggiti da casa per una sera, in una girandola di equivoci a cui Ferris deve far fronte per evitare che la “doppia coppia” si incontri.

La compagnia Teatro San Babila

Emanuela Rimoldi racconta la sua Sally: «è una donna sofisticata, rispetto ad Helen è più metropolitana e molto allegra, vive la sua prima esperienza extraconiugale in modo piccante ma anche solare, non sente l’angoscia e i sensi di colpa di Helen, che invece vuole nascondersi, vive male l’esperienza del tradimento come peccaminosa. Sally ha voglia di divertirsi, ma in realtà si annoierà molto, perché non si realizza nessuno dei suoi programmi, anche se lei fino all’ultimo non capisce quasi nulla di cosa le accade intorno, è svagata e leggera. Ho voluto rendere il mio personaggio brillante, fanciullesco e giocoso rispetto all’apparenza sofisticata che ha.»
foto di Marcello Norberth

Per la prima volta Emanuela recita al Teatro San Babila, dopo il recente Zio Vanja di Čechov con la regia di Filippo Gili. E aggiunge: «sono contenta di esibirmi per la prima volta in una vera e propria commedia dopo tanto teatro impegnato in cui ho spaziato da Čechov a Shakespeare; grazie a Marco Vaccari ho scoperto la mia parte comica e ora spero di proseguire in ruoli simili. Recito da quando sono piccola, prima in modo amatoriale, mi sentivo più a mio agio sul palco che fuori, infatti per me è una passione innata, però ho studiato, frequentando varie scuole di teatro, come l’Actor’s Studio. Da anni recito come professionista e ora misurarmi con una commedia è una bella esperienza: è una novità poter far emergere una parte divertente di me, che ho sempre tenuto un po’ in secondo piano, ma che i registi mettevano già in luce; ora sono contenta di sviluppare questa nuova linea. Recitare in una commedia è più complesso poiché la comicità ha tempi già stabiliti ed è più complicata da far funzionare bene. Ora considero la comicità una strada da percorrere ancora dato che per me è stata un nuova scoperta; per essere bravi comici, devi crederci e devi sentire il personaggio comico dentro di te, non puoi costruirlo e, quando lo hai dentro, le parti divertenti escono in modo spontaneo. Quindi ora vi aspetto al San Babila!» Ar. C.

lunedì 21 novembre 2016

Nicolas Vaporidis al suo debutto milanese in teatro al San Babila




 

Il noto attore cinematografico e televisivo, Nicolas Vaporidis è in scena, insieme a Luca Angeletti, Augusto Fornari, Toni Fornari e Laura Ruocco, dal 22 al 27 novembre 2016 al Teatro San Babila con la commedia Finché giudice non ci separi di Andrea Maia, Augusto Fornari, Toni Fornari, Vincenzo Sinopoli.

 

 

Dall’idea dei fratelli Fornari di allestire una commedia, ricca di situazioni esilaranti ma anche commoventi, sulla situazione e sulle problematiche relative ai separati, si è formata la compagnia che ha già portato in scena, con la regia di Augusto Fornari, Finché giudice non ci separi a Roma nella scorsa stagione e ora in tournée in tutta Italia. Tra i protagonisti l’attore Nicolas Vaporidis, che ha recitato in diversi film di successo, tra cui Notte prima degli esami (regia di Fausto Brizzi), Questa notte è ancora nostra (regia di Paolo Genovese e Luca Miniero), Femmine contro maschi (regia di Fausto Brizzi), e recentemente La ragazza dei miei sogni, regia di Saverio Di Biagio e All roads lead to Rome, regia di Ella Lemhagen.
Afferma Nicolas: «il processo naturale per ogni attore che si definisca tale è dedicarsi sia al teatro sia al cinema; bisogna avere una propensione a misurarsi in tutti i campi, altrimenti sarebbe come un cantante che non si esibisce dal vivo, sarebbe un artista a metà. Per usare una metafora quando un attore recita in teatro, rispetto al cinema, cambia il campo da gioco, perché lo strumento utilizzato è diverso: in teatro non ci sono inquadrature di primo piano come al cinema, ma si recita con un’energia diversa, infatti il teatro vive grazie alle capacità artistiche degli attori, che attraverso il pieno controllo delle proprie capacità e della performance, mettono in gioco ogni sera, senza filtri, il personaggio. Lo spettacolo dal vivo trasmette al pubblico l’emozione del "qui ed ora", che il cinema, per quanto coinvolgente, non può dare, perché non hai davanti attori in carne ed ossa che amplificano le sensazioni che così vengono vissute in empatia tra pubblico e palcoscenico. Il cinema arriva a un maggior numero di persone contemporaneamente ma, per quanto un film possa emozionare, non trasmette la stessa intensità del teatro.»

Il successo della tournée a Roma e in altri parti d’Italia è stato grande, infatti come prosegue Vaporidis «mi esibisco a Milano in teatro per la prima volta, al San Babila, per me è un vero e proprio debutto! Abbiamo riscosso successo dovunque perché il pubblico è sensibile alla tematica della separazione, ma anche alla modalità con cui la mettiamo in scena, in modo comico ma emozionate e commovente con una dose di comicità involontaria che  nasce dalle situazioni  che si creano: separati che lottano per gli alimenti e per vedere i propri figli, che provano dolore e disperazione, che hanno problemi economici ma che si fanno forza a vicenda, cercando di sdrammatizzare le situazioni in una girandola di equivoci che fanno divertire e, nello stesso tempo, riflettere.»

Nicolas Vaporidis, che ha iniziato giovanissimo a lavorare al cinema, conclude: «fare l’attore non è un lavoro facile, altrimenti chiunque lo farebbe, non è un lavoro come tutti i mestieri e, se non si è mossi da una forte passione, non bisogna scegliere di intraprendere tale carriera; non è un lavoro che procura equilibrio, non dà sicurezza economica, ci vuole una grande passione perché psicologicamente ti mette alla prova ogni volta, non è fatto di paillettes e feste, ma è un lavoro serio che coinvolge mente e  fisico a 360°, devi dedicargli tutto quello che hai, il tuo corpo e la tua vita, se lo fai seriamente.» Ar. C.

mercoledì 9 novembre 2016

Le video interviste ad Alessandro Benvenuti

L'attore e regista Alessandro Benvenuti in scena fino al 13 novembre al Teatro San Babila racconta come è nato il suo spettacolo Chi è di scena, un thriller teatrale e ci parla del suo decennale rapporto con il teatro San Babila


Guardate le videointerviste nel foyer del Teatro San Babila

Alessandro Benvenuti racconta:  I segreti di Chi è di scena

 Il rapporto di Alessandro Benvenuti con il San Babila: dall'amicizia con Mario Maramotti alla collaborazione con "due titani" Marco Vaccari e Fabio Albertazzi: la mia esperienza decennale al San Babila


lunedì 31 ottobre 2016

Il thriller teatrale di Benvenuti

Alessandro Benvenuti ritorna dall’8 al 13 novembre 2016 al Teatro San Babila di Milano, con il suo testo Chi è di scena, in cui recita, insieme a Paolo Cioni e a Maria Vittoria Argenti.


 
Da anni Benvenuti si dedica a un nuovo genere teatrale, il thriller in teatro, creando spettacoli in cui, attraverso colpi di scena, tiene gli spettatori con il fiato sospeso fino all’ultimo: dopo Due gocce d’acqua e Un comico fatto di sangue, in Chi è di scena, si assiste al mistero di un attore che da cinque anni è sparito nel nulla, finché un suo fan lo rintraccia e, tramite un’intervista, che rivelerà molte sorprese per gli spettatori, gli fa raccontare quello che è accaduto e il motivo per cui egli si è allontanato volontariamente dalle scene, mentre una giovane e misteriosa donna assiste in silenzio alla conversazione.

Alessandro Benvenuti spiega come è nato il suo interesse per il giallo, collegandolo al teatro: «Il thriller e il giallo sono la mia seconda passione, dopo il teatro: così, quando  posso, unisco i due generi, ma è difficile e affascinante farli funzionare drammaturgicamente, cioè evitare che siano in contrapposizione e che uno sovrasti l’altro, così è una scommessa che, tuttavia, mi stimola e mi porta a provare nuove strade. Chi è di scena è scaturito dall’incontro con Paolo Cioni, che ho conosciuto sul set della serie televisiva Sky I delitti del BarLume; dal desiderio di lavorare insieme è nato il mio nuovo testo, pensato per Cioni, giovane attore molto talentuoso che mi ha subito colpito; nello spettacolo Paolo intervista un uomo di teatro fuggito dalle scene e che, per la prima volta, accetta di parlare di sé, dopo un lungo silenzio. Oggi assistiamo a tanti episodi di cronaca nera, che spesso ci sconvolgono, ma nel mio testo, anche se non voglio rivelare nulla sul finale, per non togliere la sorpresa agli spettatori, posso dire che Chi è di scene è un inno all’amore e un inno al teatro che spesso, tra le arti dello spettacolo, viene considerato un genere minore, il mio così diventa anche un grido di dolore.»

Alessandro Benevenuti, che si è dedicato anche per molto tempo al cabaret, fin dai tempi dei Giancattivi, esprime un parere positivo sui giovani comici di oggi che si esibiscono dal vivo e in televisione: «ogni epoca ha i suoi attori che rispondono ai bisogni del tempo in cui viviamo, oggi si esibiscono comici interessanti e bravissimi che utilizzano il linguaggio dei social e della televisione, usando così il nuovo linguaggio. Bisogna però parlare con il cuore al cinema, in tv, in teatro e in tutti i generi di spettacolo: ritengo, infatti, che l'attore  debba raccontare una storia, come richiede il senso del nostro lavoro, come è la funzione del teatro, motivo per cui anche oggi hanno successo le storie di Shakespeare che contengono archetipi sempre validi. Anche attraverso la comicità possiamo trasmettere messaggi, si pensi per esempio ai film di Buster Keaton, ricchi di riflessioni e di contenuti, così anche oggi chi fa il nostro mestiere deve dimostrare come usare il proprio talento. Io, come regista di teatro, in questi anni ho incontrato moltissimi giovani in gamba, come Cioni e come Maria Vittoria Argenti, che ho scelto attraverso diversi provini. Mi  sono accorto che fra i giovani, al giorno d’oggi, esiste un'ottima qualità: la maggior parte dei ragazzi hanno voglia di impegnarsi e ne sono contento, dato che ho tre figlie giovani e dieci nipoti.»

Un attore come Benvenuti, che viaggia spesso per lavoro, conosce bene le varie tipologie di pubblico italiano e in particolare quello milanese di cui dice: «sono sempre stato critico verso Milano,  mentre ora mi sento a casa mia; Milano ha fatto un salto di qualità,  si è verificata una rinascita, come dicono anche le statistiche e  giornalisti, sarà stato l'effetto internazionale dell'Expo. E' sempre un piacere esibirsi a Milano con un pubblico esigente e preparato come anche quello del Teatro San Babila, dove sono stato anche anni fa e in cui sono molto contento di tornare.» Ar.C.